Giudice di Pace: chi è e di cosa si occupa

Il Giudice di Pace è un magistrato onorario, la cui carica dura 4 anni, e può essere rinnovata una sola volta sino al 75 esimo anno di età del Giudice. Questa figura è stata istituita nel 1991 e la ragione della sua introduzione è dovuta alla volontà del Legislatore di creare un magistrato che potesse decidere in maniera più rapida su controversie meno complicate rispetto a quelle che vengono generalmente affrontate dai giudici ordinari.

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Giudice di Pace: quali sono le sue funzioni

Il Giudice di Pace possiede ampie funzioni sia in materia civile che in materia penale, anche se in questo secondo caso risultano più limitate. Sia in ambito civile che penale egli deve giudicare fatti di semplice valutazione.

Più nello specifico, in materia civile il Giudice di Pace è competente a giudicare:

  • le cause relative ai beni mobili di valore non superiore a 5.000,00 euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice;
  • le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi 20.000,00 euro;
  • le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
  • le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case;
  • le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità;
  • l’impugnazione di cartelle esattoriali, sanzioni, multe, verbali, ordinanze per le quali sia prevista la sola pena pecuniaria sino ad un massimo di Euro 15.493,71.

Il Giudice di Pace, inoltre, per tutte le materie in cui è competente a decidere ed a prescindere dal valore della causa, può avere anche una funzione conciliativa tra le parti, purchè queste ultime ne facciano apposita richiesta, e sempre che la materia oggetto di causa non sia di competenza esclusiva di altri giudici.

In materia penale, invece, il Giudice di Pace risulta competente a decidere per una serie di reati di entità ridotta, legati in particolar modo a situazioni di microconflittualità tra privati. In particolar modo, egli può decidere in ordine a reati come quello di percosse, di lesioni personali (anche colpose), di omissione di soccorso, di diffamazione, per i casi di furti punibili a querela dell’offeso, di minaccia e di danneggiamento. Anche in materia penale il processo di fronte al GdP si caratterizza per cercare il più possibile di favorire una soluzione conciliativa tra le parti in causa. Nel caso in cui, al termine del processo penale, si giunga ad una sentenza condanna, il Giudice di Pace non può tuttavia applicare pene detentive, ma solamente infliggere sanzioni pecuniarie o – ma questo vale soltanto per i casi più gravi –  applicare la pena della permanenza domiciliare o, su richiesta dell’imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità.

Come rivolgersi al Giudice di Pace

In materia civile, se ci vuole rivolgere al Giudice di Pace è necessario seguire le regole stabilite dal codice di procedura civile. Più nello specifico, la parte che intende promuovere la causa (nel linguaggio giuridico definita “attore”) può decidere di farsi assistere da un avvocato oppure stare in giudizio personalmente, purché il valore della causa non sia superiore a 516,46 Euro. Nel primo caso l’avvocato dovrà redigere un apposito atto (atto di citazione), in cui dovranno essere indicati nel dettaglio tutti i fatti oggetto della controversia e le richieste conclusive. Nel caso in cui invece l’attore decida di rivolgersi al GdP senza farsi assistere da un avvocato, i fatti e le richieste verranno raccolti in un verbale che svolgerà la stessa funzione dell’atto di citazione. Ne seguirà un processo al termine del quale il Giudice di Pace potrà emettere una sentenza favorevole o sfavorevole alle ragioni dell’attore. Ovviamente, se l’attore decide di stare in giudizio senza l’ausilio di un difensore, dovrà comparire personalmente a tutte le udienze che verranno fissate dal Giudice e che, generalmente, non sono mai meno di due.

Giustizia.it

Il Giudice di Pace competente a decidere è quello del luogo di residenza della parte convenuta o del luogo di residenza dell’attore nel caso in cui il convenuto non abbia in Italia una residenza, un domicilio o una dimora. Per verificare se il comune di residenza del convenuto è o meno fra quelli compresi nella competenza di un determinato ufficio del Giudice di Pace, all’attore basterà accedere al portale giustizia.it (https://gdp.giustizia.it), dove viene indicato per ogni provincia qual è il Giudice di Pace competente a decidere.

Contributo unificato giudice di pace

A partire dal 1° Gennaio 2010, inoltre, il ricorso al Giudice di Pace non risulta più, come in passato, gratuito, ma richiede il pagamento del contributo unificato, ovverosia di una tassa di avvio del procedimento. Il contributo unificato relativo al ricorso attualmente ammonta a 43 euro per le sanzioni fino a 1.100 Euro, e, per le sanzioni superiori a tale importo ma inferiori a 5.200 Euro, è pari a 98,00 Euro. Il contributo unificato del Giudice di Pace può essere pagato o in tabaccheria, o in banca mediante il modello F23, oppure in posta utilizzando l’apposito bollettino.

Giudice di Pace in ambito penale

In materia penale, invece, il processo ha generalmente inizio al termine delle indagini svolte dal Pubblico Ministero, il quale, se ravvisa elementi sufficienti per sottoporre a processo la persona oggetto delle indagini (cosiddetto indagato), richiede il suo rinvio a giudizio. Anche la persona offesa, nei soli reati perseguibili a querela dell’interessato, può richiedere al Giudice di Pace l’instaurazione del processo. In questo secondo caso, la persona offesa potrà o utilizzare il classico strumento della querela, oppure presentare un ricorso immediato al Giudice di Pace, depositandolo nella cancelleria del Pubblico Ministero. Il Giudice di Pace, se riterrà ammissibile il ricorso, provvederà poi a disporre la convocazione delle parti. La presentazione della querela, che va fatta entro tre mesi dal giorno in cui è avvenuto il fatto o dal momento in cui la persona ne è venuta a conoscenza, non impedisce comunque alla persona offesa di depositare successivamente anche il ricorso, purché, però, ciò avvenga entro il termine di tre mesi.

Giudice di Pace on line

Da qualche anno è possibile anche usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dall’ufficio del Giudice di Pace on line : ciò è possibile accedendo al nuovo portale messo a disposizione dal Ministero della Giustizia all’indirizzo https://gdp.giustizia.it .

Questo portale consente ad ogni cittadino che intenda instaurare un procedimento civile presso il Giudice di Pace di iscrivere a ruolo la propria causa. Il vantaggio di questa procedura è di costituire una sorta di “corsia preferenziale” per l’attore quando successivamente andrà a depositare il proprio ricorso nella cancelleria del Giudice di Pace competente, saltando eventuali code e, quindi, risparmiando tempo.

Il portale del Giudice di Pace mette anche a disposizione un apposito form da compilare sempre online per la predisposizione di un ricorso per opposizione a sanzione amministrativa o di un ricorso per ingiunzione. Inoltre, una volta instaurata la causa, l’attore potrà ricevere all’indirizzo email che avrà precedentemente inserito, notizie in merito alle future udienze, nonché verificare lo stato del processo inserendo il numero di ruolo del procedimento.

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